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  • Progetto “Sale della Terra”

    RESPONSABILE

    Fabio Garrisi

    RECAPITI

    Tel. 0824 325665

     

     

    Il progetto Sale della Terra è un’opera di promozione delle Comunità Locali Sostenibili nelle città di Gostime, Lumas, Floq, Berat, nel Sud dell’Albania attraverso agricoltura sociale e turismo sostenibile.

    Nonostante la grande potenzialità produttiva in ambito agricolo, l’Albania del Sud non si può definire un territorio “a vocazione agricola”: qui l’agricoltura non è vissuta come scelta di impresa e non viene concepita neanche come lavoro “vero”. L’agricoltura è vissuta dai piccoli proprietari come il lavoro nei tempi in cui non c’è lavoro. Le conseguenze importanti di questa non-vocazione sono la mancanza di approfondite conoscenze di tecniche agricole e di piani aziendali e l’incapacità a cooperare con altri produttori. Il che comporta anche la dis-economia di processi produttivi, incapaci di vendere la merce al giusto prezzo. Ogni anno tanti agricoltori, infatti, svendono, regalano o buttano parte della loro produzione perché privi di un piano aziendale che valorizzi l’invenduto o trovi nuovi mercati per la propria produzione.

    • In Albania, a seguito dei circa quarant’anni di dittatura, il tessuto sociale dei piccoli imprenditori è praticamente incapace a collaborare. Il concetto di cooperazione non è visto come un valore, ma come una condizione di vita economica risalente alla costrizione del regime comunista caduto venti anni fa. Questo “trauma culturale” della cooperazione rappresenta uno dei vulnus più significativi dello sviluppo locale dei territori del sud Albania, dove ognuno pensa a “salvarsi da sé”, il che significa, il più delle volte, emigrare ed inviare soldi alla propria famiglia dall’estero. Oggi esiste anche un’emigrazione interna verso le grandi città dell’Albania, con un forte rischio di spopolamento dei territori e la perdita delle socialità sane del villaggio.
    • In Albania, a causa di una dilagante corruzione, soprattutto dei sistemi pubblici (perfino della sanità e dell’istruzione) il concetto di ricchezza è strettamente connesso al concetto di disonestà. Chi davvero vuole vivere agiato deve essere disonesto. Chi non è disonesto può scegliere se accontentarsi o no di un’economia di sussistenza, e quindi scegliere se emigrare. La “ricchezza” non è dunque un concetto collegato al “lavoro”. Da questa concezione discendono tante decisioni individuali, prima fra tutte la ricerca di un lavoro che comporti guadagno immediato, a fronte del metter su un’impresa che porta guadagni incerti fondati sulla propria fatica lavorativa. La terra non si può corrompere!
    • Nonostante la grande potenzialità produttiva in ambito agricolo, l’Albania del Sud non si può definire un territorio “a vocazione agricola”, in quanto l’agricoltura non solo non è vissuta come scelta di impresa, ma addirittura non viene concepita neanche come lavoro “vero”. L’agricoltura è vissuta dai piccoli proprietari come il lavoro nei tempi in cui non c’è lavoro. Il dato culturale per cui l’agricoltura è considerata come una “non-scelta” potrebbe discendere dai quarant’anni di dittatura comunista che obbligava gli uomini a lavorare la terra per il regime. Una delle conseguenze importanti di questa non-vocazione è la mancanza di approfondite conoscenze di tecniche agricole e di piani aziendali. Insieme all’incapacità a cooperare con altri produttori comporta anche la dis-economia di processi produttivi incapaci di vendere la merce al giusto prezzo. Ogni anno tanti agricoltori, infatti, svendono, regalano o buttano parte della loro produzione perché privi di un piano aziendale che valorizzi l’invenduto o trovi nuovi mercati per la propria produzione.
    • Infine torna anche in questo aspetto della realtà la questione di genere. In Albania la cura della terra, in quanto non-lavoro, è considerata compito quasi esclusivo della donna, mentre l’uomo pur in assenza di altri lavori è dispensato da questa cura, perché impegnato nelle relazioni sociali tra “pari” nei bar o nelle sale giochi. Non per tutte le famiglie è così, ma certamente in molte.
    • Nonostante vi sia la presenza di un patrimonio naturalistico, storico-artistico e culturale di estremo valore, promosso dall’Unesco quale patrimonio dell’umanità in più di un caso, l’Albania rischia di divenire, ed in parte già lo è diventata, preda di un turismo massificante ed anonimo che abbrutisce i territori, rendendoli schiavi di logiche di cementificazione selvaggia e di speculazione legata al profitto, senza sviluppo né vera promozione dei luoghi. Abbiamo potuto constatare quanto questo fenomeno abbia già invaso le coste del Sud, mentre ha lasciato ancora indenni le zone interne ed i siti archeologici del distretto di Berat.

    La Caritas Diocesana di Benevento si propone di finalizzare le proprie azioni ad una funzione pedagogica che abbia come principale scopo quello di liberare il povero dal bisogno e modificare le condizioni ambientali che generano povertà. Per raggiungere tali obiettivi, si è dotata di 3 strumenti principali: il Centro di Ascolto, l’Osservatorio Diocesano delle Povertà e delle Risorse ed il Laboratorio di Promozione delle Caritas parrocchiali per l’avviamento e l’affiancamento dei gruppi Caritas nelle parrocchie. Il Laboratorio di Promozione, infine, organizza periodicamente corsi di formazione per gli operatori delle Caritas Parrocchiali ed affianca gli stessi nell’avvio di gruppi e di Centri di Ascolto. Sono molte le esperienze in cui la testimonianza di Carità prende forma nelle comunità parrocchiali. Il desiderio della Caritas di Benevento è quello di poter essere di supporto a tutte queste esperienze affinché ogni espressione di aiuto abbia la stessa dignità e sia fatta nella prospettiva della relazione con la persona in difficoltà e non solo del soddisfacimento del suo bisogno immediato, per saper scorgere davvero in ogni Altro la presenza misteriosa di Gesù.

    La fattibilità del progetto è garantita dalla buona conoscenza del territorio ( ben tre sono state le missioni preparatrici al presente progetto, per un totale di 12 giorni di lavoro in loco, oltre ad un lavoro di continuo contatto con la Caritas Albania del Sud) e dalla presenza di missionari nelle comunità, che conoscono direttamente le persone coinvolte e possono monitorare l’implementazione delle attività.

    Caritas Benevento crede che questo periodo storico sia un buon periodo per provare a tracciare le linee di un nuovo modello di sviluppo dell’economia albanese basato sulla cooperazione dei cittadini, delle famiglie e delle imprese, fondato sui valori relazionali di uno scambio di mercato equo e su processi produttivi umani capaci di includere anche le persone più svantaggiate e più povere delle nostre realtà. Questa nuova economia locale da proporre e sviluppare getterà le basi anche di un modello diverso di welfare, non tanto concentrato sulla “riparazione” dei danni provocati dall’esclusione sociale e dalla regressione etica e culturale delle convivenze civili basate sull’economia del gioco d’azzardo, quanto su un welfare basato sulle relazioni di comunità, che sappia interscambiare agio e disagio, produrre inclusione e generare coesione sociale nel popolo, a partire dalla protezione dei più deboli.

    In definitiva vogliamo provare a gettare le basi di un’economia sociale albanese fondata sulle teorie economiche più all’avanguardia nell’occidente in crisi (l’economia di Sen, di Stiglitz, di Zamagni, di Bruni), perché riteniamo che sia quel modello economico e non altri ad essere conforme alla dottrina sociale della Chiesa Cattolica ed in particolare a dare concretezza agli insegnamenti magisteriali di papa Benedetto XVI, nella Caritas in Veritate, e di papa Francesco, nell’Evangelii Gaudium. Un modello economico che al centro del suo interesse pone la relazione tra gli uomini e che come obiettivi abbia la liberazione dell’uomo dalla povertà e la distribuzione equa delle ricchezze.

    Fabio Garrisi, responsabile ufficio progettazione e mondialità; presidente Consorzio Sale della Terra Onlus

    Di seguito, video report della visita in Albania del Direttore Caritas Benevento Don Nicola De Blasio e del Coordinatore generale Caritas Angelo Moretti

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