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  • “Albergo Diffuso” Campolattaro

    RESPONSABILE

    Filomena Palmiero

    RECAPITI

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    ORARIO RICEVIMENTO

    Lunedì, mercoledì, venerdì dalle ore 9.30 alle 12:30

    Il progetto “W&W” è un progetto che porta in sè due ambizioni profonde. La prima è di unire il concetto del welfare come protezione della qualità di vita al welcome, cioè del sentirsi a propro agio in un luogo ed in una comunità precisa, a rimarcare la valenza duplice del welfare di comunità come sistema volto sia alla protezione che alla promozione, dei singoli quanto del territorio. La seconda è di connettere in un solo servzio semi-residenziale una procedura innovativa di inserimento lavorativo di disabili nei processi produttivi di tipo turistico. Riteniamo infatti anacronistico organizzare nuovi servizi semi-residenziali che non siano connessi con la produttività economica e con la vocazione di un territorio. W&W è uno slogan che potrebbe caratterizzare gli interventi di quelle aree interne del Sud in cui gli sforzi di rilanciare i territori nelle loro vocazioni agricole e turistiche vanno di pari passo, ma che ancora rischiano di relegare il welfare ad una dinamica residuale. Costruire comunità inclusive è certamente importante per la coesione sociale dei comuni in via di spopolamento ma anche un attrattore importante di turismo in quel segmento del mercato chiamato delle “esperienze”. I turisti scelgono sempre di più le loro mete non solo per la qualità dei servizi offerti, ma anche per la qualità dell’ “esperienza” offerta. Un W&W può essere un’esperienza unica in tal senso, perchè consente ad un turista, godendosi una vacanza, di contribuire allo sviluppo integrale, per dirla alla Papa Francesco, delle persone con disabilità ma anche di un territorio. Il rischio che si potrebbe correre è di organizzare un nuovo servizio per la cosiddetta sindrome della “soluzione assente”, con il sillogismo che: siccome manca un Centro Sociale Polifunzionale per Disabili in tutto l’ambito B5, noi “dobbiamo” crearlo. Questo tipo di progettazione potrebbe non risultare veramente significativa per il cambiamento della qualità di vita delle persone disabili. Ci siamo interrogati sulla considerazione che se la società civile di quest’area così virtuosa non ha promosso dal 2003 ( prima annualità delle l.328/2000) ad oggi un CSP forse è il caso di rivedere questo servzio semi-residenziale all’interno di quest’area. L’area Tammaro-Titerno è definita dall’Agenzia per la Coesione Territoriale particolarmente capace e propensa nella progettazione concertata per la difesa e promozione del territorio, tutti i dati ci dicono che è molto ricca di produzioni tipiche e con un trend di crescita turistica maggiore del resto delle aree interne della Campania. Da questa considerazione abbiamo pensato che un CSP dovesse avere in sè stesso una funzione di inserimento lavorativo in ambito turistico e non essere una mera infrastruttura di laboratori protetti per disabili. Siamo partitti dalle grandi opportunità messe in campo dal Comune di Campolattaro. Negli anni scorsi il comune ha risistemato nel centro storico 12 appartamenti, 9 di questi li ha destinati ad Albergo Diffuso ma non asseganti, 3 li ha affidati alla Coop “La Solidarietà” per l’attivazione di PTRI. Gli immobili comunali soddisfano ampiamente la disciplina regionale per gli A.D., in più il reg. n.4/13 prevede che i servizi di ristorazione possano essere realizzati da soggetti diversi dei gestori dell’A.D. presso appartamenti collocati in centro storico. Ecco la grande opportunità. Il Comune affida alla Coop Delfini di Terra 7 appartamenti per 16 posti letto, una reception ed una sala comunitaria perchè avii con il progetto “W&W” questo albergo dormiente dal 2013. Delfini di Terra anzicchè realizzare un classico centro sociale polifunzionale chiede alla regione Campania l’autorizzazione di avviare un servizio sperimentale: il Centro Diurno Alberghiero, in cui i laboratori protetti per le persone disabili ci sono, ma sono dentro un vero e proprio albergo. Imparare l’autonomia domestica, la gestione del denaro, l’uso dei pc e degli smartphone, non saranno realizzati solo come “simulazione” di ipegni reali, ma saranno la gestione protetta di un servizio turistico reale. La rete territoriale offrirà al CDA gli “istruttori per le attività esterne”. Grazie a Slow Food Campania, alla Coop di Comunità Cives, alla Coop Agr Lentamente, al WWF Benevento, all’ASD Canoavela, i nostri utenti non parteciperanno da utenti ad attività di “socializzazione protetta” ma fruiranno del territorio perchè possano poi farne fruire anche agli ospiti dell’albergo. Grazie alla collaborazione dell’IPSSAR ed alle Coop “La Solidarietà” e “Leonardo” la mensa del CDA, a vantaggio degli utenti, è garantita da altre persone disabili. Quelle stesse cucine funzioneranno per gli eventuali ospiti dell’AD. La presenza nel partenariato dell’Ambito B5 e dell’ASL Bn1 ci fa ben sperare che questa nostra prassi possa essere compresa dagli enti che concretaemente effettueranno gli invii di utenti al CDA. In futuro sarà l’integrazione tra i fondi del welfare ed i fondi del welcome a rendere sostenibile la struttura.

     

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