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  • Coordinamento Ptri

    COORDINATRICE PTRI

    Anna Rainone

    PROFILO COORDINATRICE

    PTRI, Salute Mentale e progetti riabilitativi

    L’esperienza dei PTRI per la Caritas di Benevento inizia nell’ottobre 2014 grazie ad una proficua collaborazione tra una rete di cooperative sannite e la Caritas stessa che ha dato la disponibilità delle proprie Opere Segno per la realizzazione di percorsi terapeutici-riabilitativi individualizzati per adulti con disagio psichico e/o sociale.

    La realizzazione di una progettualità integrata nasce dall’adozione da parte dell’azienda Sanitaria Locale di Benevento del Decreto della Regione Campania n°16  dell’ 11/02/2013 “Disciplina e definizione dei progetti terapeutico-riabilitativi individuali regionali sostenuti con i budget di salute. Adozione Linee guida regionali, ai sensi dell’art.46 della L.R. n°1/2012 e presa d’atto DGRC n° 483/2012 – per gli interventi sociosanitari integrati finalizzati al welfare comunitario attraverso la metodologia dei Progetti Terapeutico Riabilitativi Individuali sostenuti da Budget di Salute”. 

    Si apre così la ricerca di co-gestori (cooperative di tipo B o A+B) di PTRI operanti su quelle che rappresentano le determinanti più significative della salute:

    1. promozione, costruzione (e/o ricostruzione) e mantenimento, dell’apprendimento/socialità/affettività;
    2. dell’habitat sociale, della casa;
    3. della formazione e del lavoro.

    La metodologia dei PTRI è destinata ai cittadini in condizione di fragilità e/o non autosufficienza concomitante o conseguente a patologie psichiche o fisiche a decorso protratto e potenzialmente ingravescente o a stati di grave rischio e vulnerabilità per la prognosi, che richiedono progetti individuali caratterizzati dal connubio tra interventi sanitari e sociali. Tali progetti sostenuti con Budget di Salute (BdS) hanno una temporalità massima di due anni, in seguito al quale possono essere prorogati per un ulteriore anno a seguito di valutazione U.V.I. (Unità Valutazione Integrata – organo attuatore). Dopo i primi due anni le persone in carico in PTRI passano da bisogni a prevalenza sanitaria e a rilevanza sociale, a bisogni a prevalenza sociale e rilevanza sanitaria.

    La finalità ultima è l’inserimento delle persone nelle compagini sociali dei co-gestori destinatari del BdS, cioè includerle in attività che consentano l’emancipazione e l’autonomia.

    La metodologia del PTRI pone l’enfasi sulla co-progettazione, co-gestione, co-finanziamento e co-produzione, nonché sulla valutazione dei processi e progetti da allestire e realizzare tra enti pubblici e privati, allo scopo di:

    • evitare meccanismi di delega;
    • porre l’attenzione a processi ed esiti;

    promuovere l’associazionismo;

    Si comprende, dunque, che parte fondante dello stesso bando è il passaggio da un Welfare State in cui il sistema di protezione sociale e, dunque, del “produrre” benessere, è affidato principalmente allo Stato, ad una realtà nella quale produrre benessere si attua attraverso le sinergie fra tutti gli attori sociali, pubblici e privati all’interno di un sistema relazionale che connette le varie dimensioni del benessere (sociale, economico, ambientale, oltre che meramente sanitario).

    Uno scenario che vede quale funzione principale dell’azione pubblica quella di “incrementare le capacità dei soggetti” secondo principi di equità, di solidarietà, di partecipazione e sussidiarietà. Si parla quindi di “comunità solidale”, o di welfare community, per indicare un modello di politica sociosanitaria che, modificando profondamente i rapporti tra istituzioni e società civile, garantisce maggiore soggettività e protagonismo alla comunità civile, aiutandola nella realizzazione di un percorso di auto-organizzazione e di auto-determinazione fondato sui valori dello sviluppo umano, della coesione sociale e del bene comune. In tale scenario, appare necessario avviare forme di presa in carico delle persone con disabilità sociale, radicate nel tessuto di vita normale, complessive e personalizzate, sia dal punto di vista abitativo, sia dal punto di vista del contributo alla vita sociale ed economica, nelle quali le persone con disabilità sociale riassumano la loro funzione di risorsa e non di peso per la comunità.

    In tale contesto si inserisce l’operato della Caritas, che vuole dare segno della propria co-responsabilità nella promozione e “provocazione” di un cambiamento culturale della comunità in cui i vari attori coinvolti, istituzioni, terzo settore, privato e i cittadini stessi possano essere parte attiva di un processo di presa in carico includente e co-responsabile, aumentando così l’aspettativa e la qualità di vita non solo del singolo ma dell’intera comunità partecipante.

    La Caritas ha una funzione strettamente pedagogica e con essa richiama la sua finalità di animazione della carità sul territorio. L’offrire nuovi sistemi relazionali e in esso sociali significa impegnarsi nella costruzione di una rete territoriale stabile che sappia donare la propria autenticità a disposizione dell’Altro; trasformando, attraverso le Opere Segno, la propria mission in gesto concreto di cambiamento.

    La funzione della Caritas Diocesana di Benevento è così riassumibile in due matrici fondamentali:

    1. Promozione, partecipazione alla realizzazione e sviluppo di una “comunità solidale”;
    2. Gesto concreto di disponibilità delle proprie Opere Segno come nodus di nuovi sistemi relazionali.

    Le Opere Segno della Caritas Diocesana di Benevento rappresentano l’apertura della Caritas verso le cooperative sociali del territorio, nella gestione dei propri habitat, segni concreti e tangibili di cambiamento, affinché si possa realizzare un processo di presa in carico individualizzato e costruito in risposta alle storie di vita uniche ed irripetibili, che tenga conto della qualità di vita globale in un’ottica bio-psico-sociale che sposti la presa in carico dal modello di curing a quello del caring, inclusivo ed integrato.

    La Caritas ha voluto in tal modo tendere la propria mano per dare aiuto e sostegno ad un cambiamento della comunità: il Borgo sociale di Roccabascerana, la Fattoria Sociale “Villa Mancini”, la Fattoria Sociale “Orto di casa Betania” con il caffè annesso, il Centro Sociale Polifunzionale per disabili “E’ più bello insieme”, la Comunità Alloggio “Casa Famiglia UNITALSI” rappresentano alcuni dei luoghi “segno” dell’interesse della Caritas al tema della sofferenza psichiatrica, della disabilità e delle dipendenze patologiche.

    Leggi le rassegna stampa complete sui Progetti Terapeutici Riabilitativi Individuali :
    R.S. PTRI
    R.S. PTRI – POST CONFSTAMPA

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